Kaesong (TMNews) - Una zona fantasma. Ecco come si presenta il varco doganale tra le due Coree, nei pressi del complesso industriale di Kaesong, circa 6 miglia all'interno del territorio nordcoreano e, fino ai primi giorni di aprile 2013, gestito in sinergia con Seoul. Da quando Pyongyang ha dichiarato lo stato di guerra e minacciato un attacco nuclere contro gli Stati Uniti è stata chiusa la linea di confine a ridosso del 38esimo parallelo e quasi tutti i lavoratori Sudcoreani sono stati costretti a rientrare nei propri confini."Ci sono cancora 514 sudcoreani nel complesso industriale - ha spiegato un portavoce delle aziende di Kaesong - li abbiamo sentiti telefonicamente e ci hannod etto che il cibo inizia a scarseggiare".Il polo industriale di Kaesong è un punto di riferimento importante per l'economia di entrambi i paesi. Ci lavorano in media circa 53mila persone ma ora Pyongyang ha fatto allontanare tutti i nordcoreani e minacciato di chiudere definitivamente tutte le operazioni commerciali nel complesso con gravi ripercussioni economiche."Il parco industriale di Kaeson è il simbolo della collaborazione tra le due coree - ha continuato il portavoce - e non dovrebbe crollare come sta accadendo. Faremo del nostro meglio per proteggerlo e per ripristinare al più presto l'accesso dei lavoratori".La decisione di Pyongyang è stata giustificata incolpando i cosiddetti "guerrafondai militari" che cercherebbero di fare di Kaesong un punto di confronto tra le crescenti tensioni militari nella penisola coreana. Finora 13 delle 123 aziende sudcoreane del complesso sono state costrette a sospendere la produzione a causa della mancanza di carburante e materie prime.(Immagini Afp)