C'è grande attesa il debutto di Japan Orfeo (7 e 8 ottobre 2016 al tempio Tsurugaoka Hachimangu di Kamakura e 12-13 ottobre al Tokyo Metropolitan Theatre): un progetto rappresentativo senza precedenti che sposa la favola in musica di Monteverdi con varie arti tradizionali giapponesi, dal Noh al Buyo, ma integra anche la pizzica salentina e l'arpa di luce di Piero Pirelli, con la regia di Stefano Vizioli , la direzione musicale di Aaron Carpené e i costumi di Missoni. Vittorio Prato canterà Orfeo e Sakiko Abe Euridice, per un mito che trova analogie con quello di Izanagi e Izanami trattato nel libro dei miti giapponesi, il Kojiki. Il compositore Ryusuke Numajiri ha realizzato un nuovo finale tragico della “favola in musica” di Monteverdi. La produzione è della Classical Music and Art Society diretta da Kyoko Mimura. Questo esperimento di dialogo tra linguaggi musicali e teatrali diversi - il cui comitato promotore e' presieduto dalla moglie del premier giapponese, Akie Abe - e' l'appuntamento più originale nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dell'apertura delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Vizioli spiega che il progetto segue quello di “Opera Buthan” (che ha portato Handel sull'Himalaya) e precede l'arrivo del Flauto Magico di Mozart ai templi di Angkor in Cambogia. Sempre all'insegna del confronto e del dialogo con le tradizioni locali: “È un paradosso, ma attraverso gli studi che facciamo, troviamo sempre elementi che accomunano. In modi sorprendenti”