Milano (askanews) - Italiani, popolo di appassionati e intenditori di cibo, con una forte identità alimentare fatta di tipicità: 46 milioni conoscono e si appassionano all'argomento, 50 dichiarano di mangiare ogni giorno piatti italiani, 29 amano sperimentare e mangiare straniero, in particolare etnico. Il cibo in Italia è al centro delle relazioni, tanto che 19,6 milioni di persone mangiano fuori casa per incontrarsi con gli amici. Sono i risultati del rapporto "Gli italiani e il cibo" presentato a Expo 2015 e curato dal Censis per Padiglione Italia: il modello che emerge è quello definito "politeista" con una grande articolazione della scelta come spiega il presidente Giuseppe De Rita."Italia che è nata in Italia perché è la patria della bio diversità. Il problema vero è che c'è una diversità in alto, quella del modo di mangiare con omogeneità molto forte, e in basso che è quella delle singole realtà territoriali. In mezzo ci sono tutti i tentativi di farci industria"."Il palazzo e quello delle identità italiane, quindi qui si trova questa attenzione alla biodiversità e raccomandazione a mantenerla che poi troviamo nel rapporto" ha aggiunto il commissario di Padiglione Italia, Diana Bracco.Il rapporto analizza anche l'impatto della crisi economica sul consumo degli italiani: 2,4 milioni di famiglie nell'ultimo anno hanno avuto problemi economici e non hanno potuto comprare il cibo necessario, soprattutto quelle con figli minori, 830mila in un anno. Con la crisi si sono ampliate le distanze sociali."L'Italia è fatta in modo tale che le diversità sociali, come succedeva nel vecchio latifondo contadino, vengo compensate dalle occasioni comunitarie e le differenze di prezzo annullate dalla voglia di stare insieme e vivere insieme e cuocersi la polenta col camoscio" ha detto ancora il presidente del Censis.Le due sfide di Expo risultano dunque: potenziare la forza e la presenza del cibo italiano nel mondo e l'inclusione sociale, ovvero la riduzione delle disuguaglianze.