Gaza (TMNews) - Quaderni sepolti nella polvere, qualche foglio sparso, cumuli di macerie in cui si intravedono quelli che una volta erano banchi e lavagne. E' quanto rimane di una scuola palestinese nella Striscia distrutta da un raid israeliano a Sajaya, qaurtiere di Gaza City già teatro in luglio quando sotto i bombardamenti israeliani morirono oltre 60 persone, uno degli episodi più sanguinosi del conflitto. Fra le macerie si aggirano i bambini e ragazzi, parte di quel mezzo milione di bambini palestinesi che quest'anno non tornerà in classe.Le lezioni in teoria sarebbero dovute cominciare pochi giorni fa. In questo istituto si è svolta anche una cerimonia in occasione del primo giorno di scuola, ma è stata solo simbolica e si è trasformata in un'occasione per ricordare gli oltre 2.000 morti del conflitto. Qui non comincerà nessuna lezione, nessuno di questi bambini tornerà in classe, le scuole sono aperte ma servono solo per ospitare gli sfollati."Noi abbiamo bisogno di studiare - dice questa ragazza - per completare la nostra educazione. Anche se la guerra continua, così non perderemmo l'anno". E l'istruzione negata si aggiunge ai tanti diritti rubati dalla guerra ai bambini.