Barkan, Cisgiordania (askanews) - Israele ha denunciato il progetto dell'Unione europea di etichettare i prodotti provenienti dalle colonie dello Stato ebraico come un boicottaggio occulto e trasversale, un'iniziativa suscettibile di complicare la ricerca di un accordo di pace con i palestinesi, nel quadro di un periodo di crescenti tensioni.Gli insediamenti israeliani, impropriamente quanto efficacemente definiti "colonie", sono comunità abitate da cittadini dello Stao ebraico nei Territori palestinesi occupati nel corso della Guerra dei sei giorni del 1967. Gli insediamenti sono principalmente localizzati in Cisgiordania, sotto amministrazione militare israeliana e parzialmente in condominio, per così dire, con l'Autorità nazionale palestinese. Altre colonie sono presenti a Gerusalemme est e nel Golan. "Etichettare la provenienza di questi prodotti non danneggia solo l'economia d'Israele, ha ammonito il viceministro degli Affari esteri Tzipi Hotovely parlando dalla zona industriale di Barkan, nei pressi dell'insediamento ebraico di Ariel. Finirà per nuocere a più di 10mila famiglie palestinesi che si troveranno senza lavoro".Esistono oltre 200 differenze territoriali in tutto il mondo ma l'Unione europea intende isolare solo la nostra posizione, additando Israele come colpevole. Si tratta di una vera e propria discriminazione, di un boicottaggio. Non ci si può opporre ai boicottaggi contro Israele e poi etichettare i nostri prodotti", ha concluso la Hotovely.Il viceministro israeliano si recherà in Spagna, Francia e Germania, per chiedere alla Comunità europea di rinunciare a un progetto che mette in evidente difficoltà lo Stato ebraico.(Immagini Afp)