Gerusalemme (askanews) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non intende rinunciare al suo mandato ed è riuscito, nell'ultimo istante utile, a realizzare la formazione di una coalizione di governo, raggiungendo un accordo con il partito nazionalista religioso "Patria ebraica". L'intesa è stata confermata da Naftali Bennett, il leader della formazione alleata del Likud di Netanyahu.Tuttavia si tratta di una maggioranza sul filo del rasoio, se non addirittura funambolica, nel senso che la maggioranza di governo potrà contare solo su 61 seggi dei 120 della Knesset, il Parlamento israeliano. Il che, con un solo seggio di scarto, espone l'esecutivo a qualsiasi refolo di vento proveniente da un pugno di franchi tiratori. E ciò riaprirebbe clamorosamente i giochi dello scenario politico israeliano.Nei giorni scorsi, infatti, Netanyahu aveva sondato la possibilità di un accordo con il centrosinistra di Isaac Herzog per un governo di unità nazionale. Le trattative si sarebbero poi incagliate sul veto intransigente posto dal Likud sull'entrata nel governo di Tzipi Livni, l'ex ministro della Giustizia e attualmente l'altro leader del centrosinistra. Un solo seggio di maggioranza potrebbe forse indurre una maggiore duttilità tattica e strategica nel partito di Netanyahu.(Immagini Afp)