Milano (askanews) - Il racconto di un territorio dalla storia millenaria ma con scarse risorse naturali, di terreni semi aridi che tecnologia e creatività hanno trasformato in campi coltivati e boschi: c'è tutto questo nel padiglione di Israele a Expo 2015, inaugurato ufficialmente alla presenza dell'ambasciatore in Italia Naor Gilon, del commissario generale Elazar Cohen e del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Il padiglione è vicino a Palazzo Italia: l'Italia è il secondo partner commerciale di Israele in Europa, ha ricordato l'ambasciatore, con cooperazione in vari settori, dell'agricoltura alle rinnovabili, dalla ricerca al turismo."Credo che la vicinanza fisica tra i padiglioni simboleggi anche la vicinanza tra i nostri paesi e popoli. Dimostra anche la fiducia che l'Italia ha nella capacità tecnologia israeliana applicata all'agrocoltura".Israele a Expo, ha detto il commissario, racconta anche l'impegno a condividere con il mondo il frutto della ricerca scientifica e tecnologica. Dal Primo maggio 100mila persone hanno visitato questo spazio, dove il racconto è affidato all'attrice Moran Attias, attrice e madrina del padiglione."Israele è un Paese con poche risorse e poca acqua, con un grande deserto e in questa situazione possiamo produrre tanta frutta e verdura. Credo che questo è il primo messaggio che possiamo portare al mondo".L'inaugurazione si è conclusa con la cerimonia di installazione della mezuzah, il rotolo di preghiera affisso agli stipiti della porta di ogni casa ebraica (*** si vede dal minuto 11 del file copertiure): è la stessa del padiglione di Israele all'Expo di Shanghai e di Corea, l'auspicio è che resti anche in Kazakhstan e a Dubai in un percorso di dialogo tra popolo vicini, non solo geograficamente.