Gerusalemme (TMNews) - Esercito israeliano sotto choc. Secondo il quotidiano Yediot Aharonot, una quarantina di membri della più prestigiosa unità di intelligence militare si sarebbe rifiutati di partecipare a quelli che sono stati definiti "abusi" ai danni dei palestinesi. Se fosse confermata, si tratterebbe di una delle più importanti manifestazioni di obiezione di coscienza registrate in Israele.Il quotidiano ha pubblicato alcuni estratti di una lettera i cui firmatari, uomini e donne, hanno servito nel servizio di intelligence militare più preparato e addestrato di Israele, specializzata nelle operazioni di cyber-difesa. I militari, il cui nome non è stato divulgato, non vogliono più, si legge nella lettera inviata al premier e al capo di stato maggiore della Difesa, "continuare a servire questo sistema che mette a rischio i diritti di milioni di persone"."Lanciamo un appello - conclude la lettera - a tutti i soldati che servono in questa unità e che vi serviranno in futuro, ma anche a tutti i cittadini israeliani, perché facciano ascoltare la loro voce contro questi abusi e vi pongano fine".