Roma, (askanews) - Si definiva affiliato dell'Isis a vita e pensava di compiere attacchi in Italia: Mohamed Kamel Eddine Khemiri, tunisino 41enne, è stato arrestato assieme ad altri 4 stranieri in un blitz dei Ros in provincia di Caserta ed è accusato dalla procura di Napoli di associazione con finalità di terrorismo o, in alternativa, di apologia del terrorismo.

Khemiri, presunto terrorista con precedenti per spaccio, da qualche tempo si era radicalizzato e manifestava la sua esultanza anche sui social network e per questo è stato beccato.

Il comandante dei carabinieri del Ros, generale Giuseppe Governale, in conferenza stampa a Maria Capua Vetere.

"Khemiri rilancia sulla rete la sua entusiastica approvazione per gli attentati di Parigi, per gli attentati di Copenaghen, per tutto quello che è l'azione di Daesh sul fronte siro-iracheno", spiega.

Residente a San Marcellino, era il "factotum dell'imam" locale. In un'intercettazione diceva:

"Khemiri dice 'io sono isissiano', lo dice in arabo, finchè avrò vita e se morirò vi esorto a farne parte - aggiunge e poi sottolinea - La possibilità di colpire in Italia era prevista da Kemiri, era prevista in termini concettuali. In termini concettuali significa: pensare ad un'idea, di colpire anche in Italia".

Il tunisino era a capo di una organizzazione che riusciva a far ottenere falsi contratti di lavoro e buste paga false a loro connazionali, garantendo, in tal modo, le condizioni che avrebbero poi consentito il rilascio dei permessi di soggiorno sul territorio nazionale.