Washington (askanews) - "Siamo consapevoli che il progresso dev'essere più rapido". Nella lotta al sedicente Stato islamico bisogna aumentare gli sforzi senza se e senza ma. Ne è convinto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che ha parlato al Pentagono dopo un incontro con i vertici militari americani e il segretario alla Difesa, Ashton Carter, con cui ha discusso la strategia per combattere l'Isis. Ai leader del califfato ha lanciato un ultimatum: non potete nascondervi, verremo a prendervi."La strategia contro l'Isis continua con urgenza, stiamo colpendolo nel modo più forte di sempre e su più fronti - ha detto - dando la caccia e stanando i terroristi, addestrando le truppe siriane e irachene a combattere l'Isis, bloccando il reclutamento, il finanziamento e la propaganda dei miliziani e infine muovendoci sul fronte diplomatico per mettere fine alla guerra civile in Siria, in modo che ci si possa concentrare di più e meglio contro l'Isis".Obama, nel corso del suo intervento, ha ricordato come sia difficile combattere contro il califfato che, tuttavia, sta perdendo territorio in Iraq e in Siria e poi ha chiamato tutti i Paesi arabi a fare di più elogiando gli alleati, tra cui l'Italia, per la propria azione contro il terrorisimo."Gli Stati Uniti stanno facendo di più in questa lotta così come lo stanno facendo i nostri alleati: la Francia, la Germania, il Regno Unito, l'Australia e l'Italia. E così devono fare tutti gli altri - ha detto - per questo ho chiesto al segretario Carter di andare in Medio Oriente a lavorare con i nostri partner per garantire un contributo maggiore a questa battaglia.Il segretario alla Difesa si è immediatamente recato in Medio Oriente, mentre il segretario di Stato americano, John Kerry è volato a Mosca, alla ricerca di maggiori punti di convergenza con la Russia sulla crisi siriana. Intanto l'Arabia saudita ha formato una coalizione islamica contro il terrorismo, composta di 34 Paesi: tra questi l'Egitto, il Pakistan e il Senegal ma non l'Iran.(Immagini Afp)