Washington (askanews) - Le donazioni allo Stato islamico sono sensibilmente diminuite: e questo è l'effetto delle loro brutali esecuzioni che hanno scioccato l'opinione pubblica inMedio Oriente. E' quanto ha riferito il capo dell'intelligence Usa, James Clapper che parla di un "cambiamento in corso che non avverrà tuttavia dal giorno alla notte"."Queste brutalità propagandate, decapitazioni, persone bruciate e altro, hanno avuto veramente un effetto galvanizzante contro l'Isis persino in Medio Oriente. E come risultato le donazioni agli estremisti dai Paesi musulmani sono diminuite, e si è trattato di "un grosso calo", sebbene queste rappresentino solo "l'1% delle loro entrate complessive", ha spiegato Clapper che ha quindi insistito sulla necessità di rafforzare la battaglia sul fronte della comunicazione, perchè il conflitto si vince conquistando "cuori e menti" e offrendo una "contro-narrazione che parta dall'educazione".Il capo dell'intelligence americana ha denunciato il rischio di reclutamento neicampi degli sfollati siriani: "Ci sono 11,4 milioni di persone fuggite dalla Siria e che hanno inondato i paesi confinanti, Libano, Giordania e Turchia d esempio. Potete immaginare in che condizioni vivano i rifugiati. E tutto questo ovviamente è l'ambiente giusto per il reclutamento da parte dell'Isis", ha concluso Clapper.