Daquq, Irak (askanews) - Daquq, Irak, settentrionale. Il traduttore curdo si precipita di corsa verso il prefabbricato che li ospita. "Correte, presto. Il generale vuole vedervi subito. E prendete l'elicottero". Fred, Kim e Pascal sono dei volontari francesi, inquadrati nell'Unità 732, venuti in aiuto dei peshmerga curdi nella loro lotta contro le milizie dell'Isis.Il generale Araz Abdelkader, comandante del fronte locale curdo, 200 chilometri a nord di Bagdad, ha ricevuto informazioni a proposito di movimenti di veicoli sospetti nei pressi della prima linea. L'elicottero dei francesi, più modestamente, è un semplice un drone civile, molto utile comunque nelle missioni urgenti di ricognizione aerea.I volontari francesi sono sei, a non voler contare la mascotte, la cagnolina Bella, ormai parte integrante del reparto. hanno tutti una solida esperienza militare, probabilmente altrettanto solidi contatti con i servizi d'intelligence del loro paese e sono equipaggiati con armamenti forniti dai peshmerga. Per evitare complicazioni internazionali vengono tenuti lontano dal fronte e a quanto affermano non hanno mai avuti contatti diretti del terzo tipo con le milizi9e dell'Isis.Pascal, un corso dalla barba pepe e sale, 25 anni di esperienza nell'ambito della cosiddetta sicurezza privata in Africa e in tutto il Medioriente, sostiene che sono impegnati in missione di ricognizione e intelligence, oltre a fornire un programma di addestramento ai volontari curdi."Da queste parti i francesi sono visti molto bene e accolti altrettanto" spiega, "grazie soprattutto ai raid di bombardamento decisi dal governo. Non possiamo lamentarci da questo punto di vista.".Da queste parti, le missioni di bombardamento della'aviazione francese sono state particolarmente incisive e puntuali. L'aiuto dei volontari è molto apprezzato. I peshmerga possiedono la conoscenza del terreno e si servono della formazione fornita dall'Unità 732 per affrontare al meglio la minaccia islamista."È tutto cominciato con gli attentati a Charlie Hebdo" sottolinea Fred, un altro volontario francese. "Allora mi sono detto che bisognava fare qualcosa. Avendo qualche esperienza militare, mi sono detto che potevo dare una mano e che forse non era solo io a pensarla così. Mi sono messo in contatto con altri che avevano le stesse esperienze ed eccomi qui".Gusto dell'avventura, azione simbolica e impegno del tutto gratuito. I membri dell'Unità 732, non avendo prestato servizio in un gruppo definito terrorista non dovrebbero essere perseguiti dalle autorità giudiziarie francesi al loro ritorno in patria.(Immagini Afp)