Bagdad (askanews) - Non tutti gli Isis finiscono per nuocere. Il nuovo primo ministro iracheno Haidar al-Abadi, in carica dall'11 agosto, ha dichiarato di voler intensificare la lotta contro la corruzione dopo avere scoperto che a libro paga nelle forze armate nazionali c'erano 50mila soldati fittizi. In pratica, l'equivalente di quattro divisioni, purtroppo solo sulla carta.Non sarebbe da escludere un intervento diretto di Washington nella questione, diventata drammatica dopo le dilaganti vittorie militari dell'Isis, dato che dal 2003, sino al ritiro nel 2011, gli Stati Uniti hanno finanziato con miliardi di dollari l'addestramento e l'equipaggiamento del nuovo esercito iracheno.L'inchiesta è cominciata con un controllo rigoroso degli effettivi militari nel corso degli ultimi pagamenti versati, senza alcuna giustificazione, dopo un ritardo di due mesi.Il meccanismo corruttivo si estende dal vertice alla periferia della macchina militare irachena e allo scopo di intascare salari altrui, migliaia di soldati disertori o uccisi in tutto l'Iraq nel corso dell'anno non erano stati denunciati come tali.Queste pratiche che la dicono lunga sulle reali condizioni dello Stato iracheno non sono estranee alle folgoranti campagne di conquista dell'Isis a fronte di un esercito allo sbando. Da quando è giunto al potere, con il consenso degli Stati Uniti, Abadi ha cominciato a fare piazza pulita dei vertici militari, dichiarando guerra alla corruzione e al clientelismo prevalenti sotto il suo predecessore Nouri al-Maliki, estendendo la campagna di moralizzazione anche oltre l'ambito militare, per rivolgersi agli stessi vertici statali.(Immagini Afp)