Baghdad (TMNews) - L'Iraq è di nuovo in guerra: all'avanzata delle forze jihadiste, che puntano verso Baghdad, le forze governative stanno rispondendo con le armi, come accade nella regione di Kirkuk, dove le truppe curde hanno attaccato e hanno riconquistato terreno nei confronti dei miliziani dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante.La crisi irachena preoccupa, ovviamente anche Washington, e gli Stati Uniti studiano possibili contromisure. "Non manderemo truppe sul terreno - ha spiegato il presidente Barack Obama - ma ho chiesto alla Sicurezza nazionale di preparare una serie di opzioni per sostenere le forze di sicurezza irachene".Le Nazioni Unite, dal canto loro, denunciano l'aumento preoccupante del numero dei morti tra la popolazione. "Il numero complessivo delle vittime civili - ha spiegato il portavoce dell'Unhcr Rupert Colville - non è ancora chiaro, ma i nostri rapporti dall'Iraq lasciano supporre che i morti siano già nell'ordine delle centinaia di persone, e circa mille siano i feriti. Abbiamo inoltre avuto anche segnalazioni di esecuzioni sommarie di soldati iracheni, oltre che di diciassette civili a Mosul".Il quadro, come si vede, torna a essere molto fosco e oltre un decennio dopo l'inizio della guerra contro Saddam Hussein l'Iraq non sembra aver trovato una via verso la creazione di uno Stato forte e pacificato. Con grande rischio per l'intera stabilità del Medio Oriente.