New York, (TMNews) - Due milioni di dollari al giorno: è il fatturato degli estremisti sunniti dello "Stato islamico" che controllano parte del Nord dell'Iraq e della Siria, un territorio grande come la Gran Bretagna. A scriverlo è Bloomberg, che cita fonti dell'intelligence e dell'antiterrorismo statunitensi. Al "califfato", come si autodefinisce il gruppo fondamentalista, non servono le donazioni esterne, perché può contare sui profitti generati dalla vendita del petrolio, dal pagamento dei riscatti, da estorsioni e contrabbando.Questa caratteristica lo differenzia da molti gruppi terroristici e da al Qaida, che dipendeva dai suoi legami internazionali e dalla ricchezza della famiglia di Osama bin Laden. "Lo Stato islamico è probabilmente il gruppo terroristico più ricco mai conosciuto" ha detto Matthew Levitt, esperto di terrorismo islamico. "Non è integrato nel sistema finanziario internazionale e per questo non è vulnerabile".Per lo Stato islamico è fondamentale il petrolio: secondo gli esperti controlla sette campi petroliferi e due raffinerie nel nord dell'Iraq e sei dei 10 campi petroliferi presenti nella Siria orientale, e vende il greggio a un prezzo compreso tra i 25 e i 60 dollari al barile. Un prezzo molto più basso rispetto a quello sul mercato internazionale, visto che i future sul Brent a Londra sono scambiati a oltre 102 dollari al barile.