Bagdad (TMNews) - Le milizie fondamentaliste sunnite che si sono impadronite nelle ultime 48 ore di Mosul e Tikrit sono alle porte della capitale Bagdad.I combattenti dello "Stato Islamico in Iraq e nel Levante", vicini ad al Qaida, hanno cercato prima di prendere il controllo di Samarra, venendo respinti dalle forze regolari, per poi conquistare la località di Dhuluiya, a 90 chilometri dalla capitale.Gli abitanti di Baghdad stanno vivendo ore di angoscia e trascorrono questi momenti drammatici con sentimenti ambivalenti nei confronti dell'esercito nazionale. C'è chi lo accusa di codardia e diserzione davanti al nemico."Che cosa fa l'esercito? Equipaggiarlo ci è costato miliardi di dollari dal 2003, la metà del budget nazionale. Adesso scappa, abbandona le armi e lascia che cadano nelle mani dei miliziani".Altri continuano ad avere fiducia nelle forze armate del Paese."Vogliamo che il governo e l'esercito resistano fino all'ultimo e che non perdano questa battaglia. L'esercito iracheno è sempre stato un pilastro della società e sempre lo sarà".Le violenze settarie tra sciiti e sunniti in Iraq hanno conosciuto una recrudescenza nel corso del 2013, raggiungendo un'intensità paragonabile al 2008, anno in cui si rischiò una guerra civile tra musulmani. La situazione non è migliorata nel 2014.Dall'inizio dell'anno le vittime sono oltre 4mila e l'offensiva sunnita fa temere lo scoppio di un vero e proprio conflitto tra le comunità.(Immagini Afp)