Baghdad (TMNews) - In Iraq la guerra tra insorti jihadisti e truppe fedeli al governo di Baghdad è ormai conclamata. Gli estremisti sunniti, dopo essere stati respinti indietro nelle scorse giornate, hanno ripreso ad avanzare, entrando in diverse città sottratte al controllo delle truppe regolari nella provincia di Anbar. Il governo, in ogni caso, parla di ritiri "tattici", ma la sensazione è che la situazione sia tutt'altro che definita e che i miliziani vicini ad Al Qaida non siano certo in disarmo.La comune lotta contro gli jihadisti sunniti, in ogni caso, sta cementando l'alleanza tra sciiti e curdi, che è alla base del nuovo Iraq. E i Peshmerga curdi sono in prima linea nei combattimenti."Siamo molto motivati - spiega il generale Shena - e siamo qui per aiutare la popolazione: si tratta di sciiti che i sunniti stanno massacrando o stanno rapendo. Siamo qui per difenderli".La guerra, ovviamente, mette in difficoltà la popolazione civile, e gli sfollati sono ormai già migliaia, in fuga dalle città passate, come Mosul, sotto il controllo degli insorti, spesso però più per timore della controffensiva delle forze governative."La gente ha paura dei raid e dei bombardamenti - spiega un profugo sciita - ha paura per la proprie famiglie e i propri figli. Per questo siamo scappati".La situazione, come si vede, è molto complessa e, come sempre, non si presta a facili interpretazioni. E il futuro dell'Iraq resta ancora incerto e, per ora, non si intravede la fine delle violenze.