Bagdad (askanews) - In Iraq infuria, sotto la traccia dei radar mediatici, la battaglia per Sinjar, nella zona nordoccidentale del paese vicina al confine siriano. Le trincee dei miliziani dell'Isis e dei pashmerga curdi sono così vicine che i nemici si possono scrutare senza i binocoli e spesso si affrontano a colpi di bombe a mano."In tutta la regione del Kurdistan, il fronte è quello più vicino alle linee dell'Isis, ricorda un capitano dell'intelligence curda. La distanza tra noi e loro, specialmente di notte, non supera i 50 metri".La posizione, ancorata nel territorio ancestrale della minoranza yazida, entrata drammaticamente nel mirino dell'Isis, assume una vitale importanza strategica. Otto mesi fa i peshmerga hanno riconquistato il monte Sinjar e adesso gli uomini di al Baghdadi cercano di spingere i curdi su per la montagna, alta 1.460 metri, per riprendere il controllo della conca che conduce alla città. Sino a quando quelle postazioni resteranno in mano curda, Sinjar sarà sempre sotto scacco, mettendo in pericolo le linee di comunicazione tra la Siria e Mosul, roccaforte islamista in Iraq."Apriremo presto altri fronti, a ovest, est e sud, spiega il colonnello Hashem Seetayi, l'ufficiale peshmerga in comando a Sinjar. Ci saranno molte perdite. Per liberare la città dovremmo chiudere ermeticamente le vie di trasporto che collegano Mosul, Tal Afar e il confine siriano".(Immagini Afp)