Baghdad, (TMNews) - Una bomba gli ha portato via i due figli Alaa e Abbas, 18 e 24 anni, uccisi nel banchetto dove vendevano angurie al centro di Baghdad, sei anni dopo la morte del terzo figlio, Ali, ucciso una settimana prima del suo matrimonio. Nadhim al-Juburi è un padre disperato: gli è rimasto un solo figlio e non gli resta che urlare la sua disperazione. "Anzichè portare mio figlio alla sua casa di sposo, sei anni fa l'ho portato al cimitero. Era il più grande dei miei figli, ho sofferto moltissimo". Un dolore che sembra non avere fine. I due ragazzi sono tra le oltre mille vittime delle violenze in Iraq a luglio, 600 solo nella capitale Baghdad: è stato il mese che ha registrato il più alto numero di morti dal 2008. Il governo finora non è riuscito a fronteggiare la violenza crescente."Se la situazione resta invariata, tutti saranno danneggiati. Non ci saranno vincitori o vinti, il Paese sarà perduto, il processo politico fallito, così come il governo e i leader politici" dice il parlamentare Hamed al-Mutlak. La sensazione comune tra gli iracheni è che le cose debbano cambiare. "Il governo dovrebbe sfruttare chi vive qui e pagarci per proteggere la zona, perchè per noi è semplice distinguere chi è di qui e chi invece è straniero" suggerisce un vicino del padre disperato. A lui non resta altro che piangere i suoi morti: "Sono rimasto solo".(immagini Afp)