Baghdad (TMNews) - Le strade deserte, le case abbandonate. E' Wadi Osaj, villaggio iracheno nella provincia di Diyala, dal quale gli abitanti sono fuggiti per colpa della guerra e ora l'unica popolazione sono i combattenti Peshmerga curdi che si oppongono all'avanzata dello Stato islamico. "Gli islamisti - spiega un combattente - controllano il territorio, ma noi lo vogliamo riprendere e non ce ne andremo fino a quando non ce l'avremo fatta. Questa area deve fare parte del Kurdistan".La battaglia per i curdi è quindi duplice, da u lato sostenere il governo centrale, dall'altro arrivare a controllare militarmente i territori che rientrano nelle proprie rivendicazioni storiche. Il che, in qualche modo, già contiene i germi di possibili future tensioni. "Questa è una terra curda - aggiunge un altro Peshmerga - Quando al potere c'era Saddam Hussein ha portato qui degli arabi, per questo si pensa che sia una regione araba. Ma ora l'avanzata dello Stato islamico ha fatto scappare tutti".E anche tra i sunniti, la stessa confessione alla quale appartengono gli jihadisti dell'Isis, regna la paura per i metodi degli estremisti. "Non voglio vivere sotto l'autorità di gente che mi fa del male, che causa tragedie, ci fa fuggire dalle nostre case e ci affama" racconta concitato un anziano di Wadi Osaj. Forse da qui può iniziare la sconfitta dello Stato islamico, ma, in ogni caso, si tratta di una lott ancora lunga e dall'esito incerto. La matassa irachena appare ancora decisamente ingarbugliata.(Immagini Afp)