Dohuk (TMNews) - Un presente di guerra e disperazione, un futuro tutt'altro che facile da gestire, o anche solo da immaginare. E' quello che accade in Iraq dove anche l'istruzione dei più giovani è messa a rischio dall'avanzata dello Stato islamico. I figli dei profughi non sanno più come e dove studiare e per contro gli edifici scolastici, unici abbastanza grandi, sono stati requisiti per ospitare gli sfollati in fuga dai miliziani islamisti dell'Isis, situazione che mette a rischio la regolare ripresa delle lezioni."Se le scuole riaprissero non sapremmo dove andare - dice quest'uomo - dovremmo lasciare questa zona e andare altrove, magari in un campo profughi. È un problema che i leader politici devono affrontare, soprattutto in vista della riapertura dell'anno scolastico"."La cosa più importante per me sono i miei figli e voglio che stiano in una zona sicura - aggiunge questa donna - erano bravi a scuola ma ora hanno dovuto smettere di frequentarla e mi chiedono quando potranno tornarci".La maggior parte degli iracheni sfollati sono nella regione di Dohuk, nel Kurdistan iracheno. In questa zona, secondo l'Unicef, almeno 600 scuole sono state trasformate in dormitori."Stiamo raccogliendo i dati delle persone fuggite dalle zone colpite dal terrorismo - assicura il ministro regionale dell'Educazione del Kurdistan, Pishtewan Sadeq - e appena il ritorno a casa sarà sicuro, ci occuperemo delle necessità educative".L'Onu stima che da gennaio a settembre 2014 almeno due milioni di persone hanno lasciato le proprie case, di questi la metà sono bambini. Per i piccoli che non sono scappati il destino che li attende è una formazione radicale nelle scuole islamiste, controllate dall'Isis.(Immagini Afp)