Baghad (TMNews) - I bazaar di Baghad erano l'ultimo sussulto delle Mille e una notte. Come tutti i bazaar mediorientali divisi per settore merceologico, erano frementi di attività, di scambi, di trattative, di complotti e di affari più o meno leciti. Oggi vivono nel terrore degli attentati, il frutto avvelenato della feroce violenza settaria che scuote un Iraq alle prese con un dopo Saddam sempre più difficile e problematico."Vicoli e strade non sono più sicuri", sottolinea Saad al-Saadi, commerciante del bazaar di Bab al-Sharqi, in uno dei più antichi quartieri di Baghdad, sulle sponde orientali del Tigri "Ma ci stiamo abituando alle esplosioni che aumentano giorno dopo giorno, anche perché tutti devono continuare a vivere, a lavorare, a mantenere le famiglie".I mercati grandi e piccoli di Baghdad, con bancarelle e chioschi stracolmi di prodotti, frutta e verdure, carne, libri e quant'altro, cercano di fare finta di niente. Ma non è facile."Ogni giorno è peggio del precedente, spiega Ali Hussein, commerciante di scarpeNegli ultimi attentati una settantina di persone è rimasta uccisa, oltre 200 i feriti, quando una dozzina di autobomba sono esplose nella capitale mentre in un mercato di frutta e verdura a Samarra, a nord della capitale irachena, una bomba ha falciato 16 persone. Sono gli ultimi fuochi di un'ondata di violenza che solo quest'anno ha lasciato sul terreno 3.700 persone, lasciando balenare lo spettro del bagno di sangue di tutti contro tutti che sconvolse l'Iraq tra il 2006 e il 2007.(Immagini Afp)