Bagdad (askanews) - La guerra contro l'Isis non sta assumendo i toni di una cavalcata trionfale. Come forse troppi avevano pronosticato. Il governo di Bagdad ha annunciato la madre di tutte le battaglie per la riconquista della provincia di Anbar, nell'Iraq centro-occidentale, nel cui territorio di trovano località strategiche come Ramadi e Falluja. Ma i i gruppi armati di al Baghdadi hanno avuto il tempo di trincerarsi e una rapida riconquista della regione non sembra rientrare nel futuro immediato.Sul terreno, l'Isis deve confrontarsi con i raid aerei della Coalizione militare a guida statunitense, che non hanno comunque ottenuto risultati decisivi. Il peso dello scontro ricade sulle forze di sicurezza irachene e sulle Unità di mobilitazione popolare, una sigla dietro la quale si sono raccolte diverse milizie sciite."Il nostro prossimo obiettivo è puntare sul centro di Garma, spiega il portavoce del comando operativo di Bagdad. A quel punto stabiliremo gli altri obbiettivi e le altre tattiche. Dopo che avremo liberato Garma, circonderemo Falluja su diversi fronti il che agevolerà la sua liberazione".Alle milizie sciite non difetta la fiducia nei propri mezzi, come sottolinea un cecchino delle Unità di mobilitazione popolare: "Il mio fucile di precisione è di fabbricazione russa e può colpire sino a tre chilometri. Ho partecipato a diverse battaglie e posso dire che gli uomini dell'Isis non fanno molta resistenza. Sparano due o tre colpi e poi scappano".Dopo la riconquista della provincia di Salaheddin e della capitale Tikrit nelle scorse settimane, si registra molta euforia tra le forze di sicurezza del governo centrale. Ma secondo gli analisti replicare quel copione nella regione di Anbar sarà molto difficile.(Immagini Afp)