Bagdad (askanews) - Le forze di sicurezza irachene, sostenute da milizie paramilitari inquadrate da ufficiali iraniani, stanno conducendo dalla settimana scorsa una vasta offensiva su Baiji, località strategica 200 chilometri a nord di Bagdad, uno dei nodi cardine della campagna di riconquista contro l'avanzata iolgorante dell'Isis partita nel giugno 2014.La campagna s'inquadra sullo sfondo del conflitto in Siria, dove la Russia da oltre due settimane sta sferrando massicci raid di bombardamento aereo, con l'obiettivo di colpire roccaforti e posizioni strategiche dello Stato islamico e rafforzare il regime di Bashar al Assad, da sempre alleato del Cremlino e l'unico elemento, secondo la lettura del quadro di situazione dei vertici di Mosca, in grado di contrastare il caos in cui versa la Siria e, in un contesto più ampio, tutto lo scenario mediorientale dopo l'entrata in scena delle milizie dell'Isis.Le forze militari irachene hanno condotto un'avanzata su tre fronti, accerchiando e distruggendo le sacche di resistenza delle milizie islamiste all'interno e all'esterno di Baiji, proseguendo la marcia in direzione di Ramadi e Hawija.L'esercito iracheno, appoggiato dalle unità di mobilitazione popolare sciite dell'Hachd al-Chaabi ha già strappato all'Isis i settori conquistati a sud di Bagdad e altre importanti località a nord della capitale irachena come Tikrit. Nel collimatore della campagna di riconquista ora si trovano gli obiettivi di Mosul, nel nord del paese, e l'accerchiamento di Hawija, bastione dello Stato islamico. Anche i peshmerga curdi stanno facendo progressi sul terreno nelle ultime settimane, avanzando a sud-est di Kirkuk, città sotto il loro controllo.Il prossimo target sarà Ramadi, capoluogo della provincia di Anbar, nell'Iraq occidentale, un quadrante dove le forze governative godono dell'appoggio delle milizie organizzate dalle tribù sunnite locali e dei raid di bombardamento della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.(Immagini Afp)