Bahra (askanews) - Deporre i kalashnikov per imparare a leggere e a scrivere sulla linea del fronte. Accade a Bahra, in Iraq. Dopo una giornata di combattimenti brutali contro i ribelli jihadisti, i peshmerga curdi scambiano i loro fucili d'assalto con penna e taccuino, per poter apprendere i rudimenti della grammatica e della matematica."Non siamo stati in grado di andare a scuola negli anni '90, ai tempi di Saddam Hussein - dice questo soldato - siamo fuggiti dalla guerra e abbiamo sofferto le conseguenze del conflitto civile, poi nel 2003, dopo la caduta del regime, io sono diventato un peshmerga e sono rimasto analfabeta".L'analfabetismo dei miliziani, in alcuni casi, ha messo in pericolo la loro vita tanto quanto i combattimenti stessi, perché molti di loro sono caduti in mano nemica per errore o semplicemente perché non erano in grado di leggere i cartelli stradali e sono finiti in zone pericolose."Dovevamo chiedere agli altri informazioni, ci sentivamo impotenti - spiega un altro soldato - ora però sono in grado di leggere e riconoscere il mio nome, quello di mio padre e tante altre cose"."Gli insegnamo i principi base della lettura e della scrittura in lingua curda che possono tornare utili ai posti di blocco - spiega il tenente colonnello Bindyan Hajj Jamil, uno dei docenti - anche la matematica è importante, ad esempio per usare le armi che vengono inviate dalla coalizione internazionale, poi i numeri sono utili per leggere le mappe".Le lezioni al fronte durano circa 3 ore, dalle 9 alle 11 di sera. Al momento - ha spiegato il colonnello Jamil - sono circa 80 i peshmerga che le frequentano.Secondo il ministero dell'istruzione regionale curdo, il 15% della popolazione è analfabeta, quasi la metà rispetto agli anni '90.(Immagini Afp)