Milano (TMNews) - I jihadisti dell'autoproclamato Califfato islamico hanno divelto le croci dalle chiese cristiane e hanno bruciato manoscritti nelle città occupate nel nord dell'Iraq. Centomila cristiani si sono dati alla fuga, spesso a piedi, in direzione del Kurdistan. Il Papa ha lanciato un appello alla comunità internazionale chiedendo di "porre fine a un dramma umanitario" e scongiurare un genocidio. Tra le città prese di mira dai jihadisti c'è Qaraqosh, che conta la più importante comunità cristiana del Paese. Già nelle settimane scorse molti fedeli sono riusciti a fuggire prima dell'arrivo dei jihadisti. Maia ha raggiunto Sarcelles, in Francia, dove è stata accolta da un comitato di sostegno ai cristiani d'Iraq. Da qui ogni giorno tenta di contattare i familiari rimasti a casa. "L'ultima volta che li ho sentiti mi hanno detto che non avevano più la forza di restare". La Francia ha chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere l'offensiva delle truppe jihadiste sunnite dello Stato islamico nel nord dell'Iraq.(immagini Afp)