Roma, (askanews) - Seguendo il consiglio di amici, anche Alì ha acquistato un giubbotto di salvataggio arancione fluorescente con tanto di fischietto in un negozio di sport a Baghdad. E' così che numerosi iracheni si preparano a raggiungere l'Europa."Non c'è sicurezza in Iraq, questa è la ragione per cui abbiamo intenzione di partire. La cosa più importante è lasciare l'Iraq, perché qui non c'è vita, non c'è occupazione"...Ali ha conosciuto solo un Iraq in guerra. Nato nel 1990, al momento dell'invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein, ha poi assistito all'intervento americano e oggi all'invasione dei gruppi jihadisti dell'Isis, che controllano una parte del suo paese.Ed è così che i negozianti hanno registrato vendite record: "La richiesta di giubbotti di salvataggio è esplosa in questi ultimi due mesi, quando numerosi paesi hanno deciso di accogliere iracheni e arabi", ha spiegato Haydar, proprietario di un negozio di articoli sportivi.Gli scafisti non forniscono i salvagenti e migliaia i migranti muoiono annegati, perché non sanno nuotare. E allora è boom anche di corsi di nuoto:"Quindici persone hanno seguito i miei corsi di nuoto prima di lasciare l'Iraq con i loro genitori. Ora sto facendo un corso a un altro gruppo di 15 ragazzi, le loro famiglie li stanno aspettando", afferma questo istruttore, ex membro della squadra di nuoto dell'esercito iracheno.(immagini Afp)