Baghdad (TMNews) - Sono passati 10 anni dalla bomba che cambiò per sempre l'Onu. Era il pomeriggio del 19 Agosto del 2003 quando un attentatore suicida fece esplodere un camion bomba vicino all'Hote Canal a Baghdad, da oltre 10 anni quartiere generale delle Nazioni Unite in Iraq. Nell'attacco, il primo così violento contro le Nazioni Unite, morirono 22 persone, fra cui l'inviato speciale dell'Onu nel Paese, il brasiliano Sergio Vieira de Mello. Quel giorno finì anche un'era per l'Onu che cambiò radicalmente le misure di sicurezza e le strategie per aiutare il Paese in guerra.Marwan Ali, direttore degli affari politici in Iraq, quel pomeriggio si trovava nello stesso ufficio di Sergio, si salvò per miracolo. "Vorrei paragonare quel giorno all'11 settembre per gli Stati Uniti, ha cambiato l'intero approccio alla sicurezza", spiega. Il punto è che da allora ci si è allontanati dal popolo, "abbiamo continuato a parlare con i politici - dice Ali - ma abbiamo perso il contatto con la gente". Gli spostamenti del personale cominciarono ad avvenire solo con blindati e scorta, ancor di più dopo il secondo attacco nel settembre dello stesso anno: centinaia di dipendenti Onu vennero richiamati, il numero di forze sul territorio venne ridotto e soprattutto trasferito nella "zona verde", area sicura, sorvegliata, ma anche inaccessibile agli iracheni.(Immagini Afp)