Vienna (askanews) - Il negoziato sul dossier nucleare iraniano resta avvolto dalla solita sfibrante incertezza. I responsabili della trattativa riuniti a Vienna hanno prorogato al 10 luglio la scadenza per arrivare a un'intesa definitiva, dopo quella provvisoria raggiunta nel novembre del 2013.Il presidente americano Barack Obama ha organizzato una videoconferenza con il segretario di Stato John Kerry e gli altri membri della delegazione americana per fare il punto sullo stato dei negoziati e ha dato direttive per raggiungere un accordo tra il gruppo dei paesi del 5+1 - Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania - e l'Iran che risponda alle esigenze di Washington.Secondo alcune indiscrezioni rivelate dal senatore democratico Dick Durbin alla Cnn dopo un incontro a porte chiuse alla Casa Bianca, il presidente ritiene che le possibilità di ottenere un accordo con Teheran siano attualmente "al di sotto del 50%".Dal canto suo, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una conferenza stampa a margine del vertice Brics ha dichiarato di essere pronto "in qualsiasi momento" a raggiungere i suoi colleghi a Vienna per concludere l'accordo con Teheran.Agli analisti non resta che affidarsi alla palla di vetro o alle interiora degli animali sacrificati, come gli aruspici etruschi, per riuscire a divinare l'esito di un negoziato che appare sempre più complesso e indecifrabile. A parte ricorrenti, e sempre poi smentite, indiscrezioni sui punti di un accordo che appare sempre più come un'Araba, o persiana, fenice.(Immagini Afp)