Teheran (askanews) - Nonostante la storica firma dell'accordo sulla complessa questione nucleare, Iran e Stati Uniti non hanno ancora sotterrato l'ascia di guerra.Nelle ultime settimane, il presidente statunitense Barack Obama e il segretario di Stato John Kerry hanno operato a fondo per convincere i membri di Camera e Senato ad approvare l'intesa, raggiunta dopo un lungo negoziato con l'Iran e gli altri componenti del gruppo 5+1: Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. L'obiettivo è ottenere i voti necessari a impedire ai repubblicani di superare il veto presidenziale che Obama è pronto a mettere in caso di bocciatura dell'intesa. Con il veto, infatti, ai repubblicani servirebbe la maggioranza dei due terzi in entrambe le Aule del Congresso.Teheran aveva gradito l'impegno dell'amministrazione di Washington e dopo aver proibito nelle moschee annunci di slogan ostili agli Stati Uniti e a Israele, le autorità iraniane avevano anche provveduto a ripulire il muro di cinta dell'ex ambasciata Usa a Teheran dalla scritta "Morte all'America", slogan che aveva segnato un'epoca durata oltre 35 anni, ai tempi dell'Ayatollah Ruhollah Khomeini.Immediata la condanna dei basij, le milizie vicine ai Guardiani della Rivoluzione iraniana che hanno risposto con lo scoprimento di una targa davanti all'ex ambasciata degli Stati Uniti a Teheran sulla quale sono state incise e diligentemente riportate tutte le definizioni utilizzate da Khomeini per riferirsi al "Grande satana" d'oltre Atlantico. Quel passato che non passa.(Immagini Afp)