Milano (askanews) - A volte basta davvero poco per ridare speranza e basta un piccolo sacrificio per rendere meno dura la vita delle persone che soffrono. Lo sanno bene i dipendenti di Generali in Italia che hanno scelto di viaggiare per lavoro in seconda classe, invece che in prima come previsto dalla policy aziendale, destinando la differenza di prezzo tra i due biglietti a favore di progetti a sostegno della mobilità dei pazienti verso centri di cura e assistenza.

"Io viaggio solidale" fa parte del progetto "Piccoli Gesti. Grandi Azioni" come spiega Lucia Sciacca, direttore comunicazione e sostenibilità Generali Country Italia.

"L'adesione è stata forte e piena di entusiasmo, basti pensare che con l'iniziativa "Io viaggio solidale" oltre 1.300 persone hanno scelto negli ultimi sei mesi il biglietto di seconda classe invece della prima e questo ha portato oltre 10.000 viaggi. Sono tanti piccoli gesti che poi alla fine permettono di avere una grande adesione".

Si sono raccolti così 125.000 euro da destinare a tre progetti scelti direttamente dagli stessi dipendenti di Generali Italia, Alleanza, Genertel, Genertellife e Banca Generali. Fondi che si trasformano in aiuto concreto come racconta Felice Bombaci, Responsabile gruppi pazienti AIL.

"A una famiglia dopo una diagnosi di Leucemia si sovrappone la necessità di spostamenti per andare verso un centro specifico per le cure, alcune famiglie hanno problemi economici e non tutte possono sopportare questi spostamenti".

La cura passa anche da gioco come racconta la giovane Sofia, ormai veterana delle vacanze di Terapia Ricreativa con Dynamo Camp, volte allo svago e al divertimento e alla riacquisizione di fiducia in se stessi".

"lo consiglierei perchè ti aiuta a cambiare prospettiva su quello che vivi, soprattutto ti aiuta a capire che i limiti non sono dove li vedi ma molto più in là e se trovi le persone giuste puoi arrivare in posti che non pensavi di poter raggiungere come è successo a me".

Cambiando le proprie abitudini di viaggio, su base volontaria, i dipendenti di Generali hanno aderito a una causa davvero importante aggiunge Alessandro Betti, direttore raccolta fondi Telethon.

"In questo caso, tutti i fondi sono dedicati a una iniziativa specifica e vincolati a questa: cioè al supporto delle famiglie che hanno avuto la fortuna di ricevere una terapia definitiva per la loro malattia e per quella dei loro bambini".

Una poltrona un po' più stretta può fare la differenza, sostenendo e accompagnando verso la guarigione tante persone malate.