Sidney (askanews) - Fucilati dal plotone di esecuzione otto dei nove condannati a morte in Indonesia per traffico di droga. Si tratta di cittadini australiani, nigeriani, brasiliani e di un indonesiano mentre una dei condannati, una donna filippina, è stata graziata.Come risposta per l'esecuzione di due connazionali, l'Australia ha deciso il richiamo del suo ambasciatore a Giacarta. "Rispettiamo la sovranità dell'Indonesia, ma deploriamoquello che è accaduto, una vicenda molto grave", ha dichiarato il primo ministro Tony Abbott. "Per questa ragione il nostro ambasciatore verrà richiamato in patria per consultazioni".Dal canto loro, le autorità di Giacarta hanno difeso la decisione di giustiziare sette stranieri e un indonesiano per traffico di droga, nonostante gli appelli e le proteste dei paesi di provenienza. Il procuratore generale indonesiano Muhammad Prasetyo ha dichiarato che la pena di morte, per quanto spiacevole, è vitale nella lotta alla droga."Stiamo combattendo una guerra contro gli orribili crimini legati alla droga che minacciano la sopravvivenza della nostra nazione", ha detto ai giornalisti riuniti davanti alla prigione dove hanno avuto luogo le esecuzioni.(Immagini Afp)