Milano, 31 mar. (TMNews) - Alla vigilia delle elezioni indiane, in programma in aprile, si accendono le tensioni tra la maggioranza indù e i 140 milioni di musulmani che rappresentano la minoranza più consistente del Paese.I timori della comunità islamica sono concentrati su Narendra Modi, candidato premier del partito nazionalista indù che i sondaggi prevedono vincitore della prossima tornata elettorale. Modi è stato per più di un decennio primo ministro dello Stato del Gujarat, dove è stato accusato di aver fomentato scontri tra musulmani e indù che hanno provocato centinaia di morti.Ad Ayodhya, città dell'India settentrionale, le tensioni sono palpabili. Nel 1992 fondamentalisti indù rasero al suolo una moschea accusata di essere stata costruita sul luogo di nascita del dio Rama. L'attacco scatenò in tutto il Paese una serie di rappresaglie che lasciarono sul terreno 2.000 morti."Se il partito di Modi andrà al potere, qui le tensioni cresceranno. Ma abbiamo già visto musulmani picchiati, fatti a pezzi e bruciati. Cosa potranno farci di peggio?".Nello Stato del Gujarat, guidato dal candidate premier, anni fa scoppiarono feroci scontri tra le due comunità. E a farne le spese furono i musulmani. I timori sono dunque concreti, come spiega Mujibur Rehman, docente universitario di Scienze politiche."Quelle vicende hanno contribuito a creare un'immagine di Modi come leader anti-islamico, un politico che nutre disprezzo nei confronti della comunità islamica. Nelle tre occasioni in cui ha vinto le elezioni in Gujarat non ha mai candidate un musulmano nel suo partito e non ne ha mai nominato uno nel suo gabinetto".Modi, in caso di vittoria, ha promesso di concentrasi sulle questioni economiche più che sulle quelle religiose. Ma le inquietudine musulmane sono destinate a crescere.(immagini Afp)