Mumbai, (TMNews) - Freedom from fear, libertà dalla paura. E' il nome scelto da Das per la sua campagna contro la violenza sulle donne: questa ragazza gira per le scuole indiane per insegnare ai giovani a trattare le donne con rispetto. "Se dobbiamo diffondere un messaggio, usiamo Facebook o Twitter, in 140 caratteri possiamo mobilitare le persone, i giovani" spiega. È solo una delle iniziative fiorite negli ultimi mesi, come reazione allo stupro di cui è rimasta vittima una ragazza nella capitale New Delhi: la mobilitazione contro la violenza sulle donne viaggia in Rete, complice il boom dei social. Nel 2010 Facebook contava 8 milioni di utenti, oggi 65, la maggior parte studenti. Jason ha creato una pagina Facebook per chiedere leggi più severe e incoraggiare le donne a denunciare gli abusi: suo cugino è stato ucciso due anni fa a Mumbai mentre tentava di proteggere una ragazza dalle molestie."Abbiamo due opzioni: stare in casa e piangere o raggiungere la gente e prevenire episodi simili". In una settimana la pagina ha conquistato 10mila iscritti, e il successo ha convinto Jason e la sua collega Sharma a creare un'associazione nazionale. "Il bello di queste proteste è che i giovani sono protagonisti: la gente sta diventando più consapevole, discutono sui social media. La mia paura è che il dibattito si fermi lì" dice la parlamentare Priya Dutt. Mettere un "mi piace" su Facebook, sostiene, non basta: bisogna agire e il governo non può fare finta di nulla.