Bhubaneswar (India), (TMNews) - I lavori in semi schiavitù sono stati aboliti per legge nel 1976 in India. Ma nelle aree rurali più remote di questo immenso Paese, la cosiddetta "servitù per debiti" continua a essere una pratica comune per milioni di persone, minori compresi. "Se chiedi a questi bambini, cosa facevano nelle fornaci di mattoni, non lo sanno spiegare a parole. Ma come vedete conservano la memoria del gesto", spiega una donna che lavora in una associazione per i diritti umani. Questi bambini, alcuni di soli due anni, sono stati liberati dalla schiavitù, così come tanti adulti che portano ancora sul corpo i segni dei lavori forzati. "Sono stato bastonato, una volta che mi ero assopito. Non avevamo nemmeno il tempo di mangiare", racconta questo padre di sei bambini. Intrecciava vimini per 18 dollari alla settimana quando un "reclutatore" gli offrì nuove prospettive. "Mi disse - vieni con me nelle fornaci, avrai un impiego, vitto e alloggio - e mi diede 22mila rupie in anticipo". Come lui tanti altri sono caduti in questa trappola: lo sfruttamento del lavoro per chiudere i debiti iniziali."Guardate cosa hanno fatto alle mia dita", dice un altro. Nonostante la messa al bando dei lavori forzati e alcune politiche governative sull'occupazione nelle aree rurali la gente resta senza scelte. Alcuni sono tornati a intrecciare vimini, altri a tessere ai telai. Ma i reclutatori dei lavori forzati sono sempre in agguato.