New Delhi (TMNews) - Dopo 10 anni al vertice della più grande democrazia del mondo, Manmohan Singh, l'economista sikh che ha guidato l'India attraverso le più importanti riforme della sua storia recente, ha annunciato che lascerà il posto di premier dopo le elezioni di quest'anno. Una decisione che apre la strada all'avvento di Rahul Gandhi, il figlio di Sonia e nipote di Indira, ultima generazione della dinastia di Nehru.Singh, 81 anni, è stato l'uomo che nel 1991 ha preso di petto la crisi economica dell'India e, come ministro delle Finanze, ha avviato un radicale processo di riforme che hanno gettato le basi per lo sviluppo del Paese negli anni successivi. Una crescita da tigre che ha portato a coniare il controverso slogan di Shining India, ma che ha anche offerto nuove e importante opportunità a milioni di indiani. Chiamato al ruolo di premier nel 2004 al posto di Sonia Gandhi, ancora considerata straniera, Singh ha guidato il Paese con volto gentile, ma anche con politiche ferme. Solo Nehru prima di lui era riuscito a essere rieletto dopo un mandato di 5 anni, cosa avvenuta nel 2009, nonostante le crisi con gli Stati Uniti in tema di nucleare civile e i gravissimi attentati di Mumbai nel 2008.Manmohan Sing ora si appresta a lasciare, forte di molti successi nella modernizzazione dell'India, ma anche, ed è cronaca di questi giorni, di un quadro sociale che soffre ancora le piaghe di una arretratezza culturale che sarà il campo di prova per il futuro primo ministro di New Delhi.