Roma, (askanews) - Dopo la tv, la censura indiana arriva anche su Internet. Il documentario "India's Daughter" della regista britannica Leslee Udwin, con l'intervista a uno degli autori dello stupro di gruppo di una studentessa indiana uccisa nel 2012, è stato bloccato per il pubblico indiano anche su YouTube. Cercandolo online appare la scritta: questo contenuto non è più disponibile a causa di un ordine restrittivo delle autorità in questo Paese.A Nuova Delhi non è bastato il divieto di trasmetterlo sulle tv indiane, decisione che aveva già sconvolto la documentarista autrice. In poco tempo il film su YouTube era già diventato quasi virale.Un portavoce di YouTube India ha detto che mentre il web è solitamente considerato un luogo per la libertà di espressione dove poter esprimere diversi punti di vista, non si possono però diffondere contenuti illegali e non conformi alla legge che devono essere quindi rimossi.Intanto la Bbc ha già trasmesso il video-choc, lungo quasi un'ora e frutto di anni di lavoro, con uno degli aggressori che non si dice pentito ma anzi accusa la giovane Jyoti Singh di essersi procurata le ferite mortali per aver opposto resistenza durante lo stupro.La notizia del blocco si è diffusa rapidamente sui social network, ma ci sono altre copie ormai condivise su blog o altre piattaforme, che sono ancora visibili. Forse ancora per poco. La polizia indiana ha spiegato il divieto sostenendo che potrebbe generare tensioni e scatenare proteste popolari. Ma il caso della studentessa morta per le ferite dopo l'aggressione aveva sconvolto il mondo e acceso i riflettori sulle violenze contro le donne in India, aprendo uno spiraglio di speranza affinché qualcosa cambiasse.