New Delhi (TMNews) - E' un cambiamento epocale quello che l'India si appresta a vivere dopo le elezioni politiche che hanno visto la schiacciante vittoria della destra di impronta nazionalista indù e del leader del partito Bjp Narendra Nodi. Dopo 10 anni lascia il premier Manmohan Singh, economista simbolo delle prime riforme poi diventato uno stimato uomo politico, che ha voluto rivolgere un messaggio a tutto il Paese. "Oggi l'India - ha detto - è una nazione molto più forte di quanto non fosse dieci anni fa. Devo dare merito a tutti voi per questi successi".Successi che, però, non sono stati sufficienti al Partito del Congresso per rimanere al potere e, anzi, il messaggio che arriva dalla più grande e complessa democrazia del mondo, in questo caso non occidentale, è una forte bocciatura per la storica dinastia Nehru-Gandhi. E così Narendra Modi, l'uomo venuto da Gujarat, il governatore con alcune ombre nel proprio passato, ma anche una storia di successo regionale, si appresta a diventare il nuovo primo ministro. "La gente di questo Paese - ha detto ai sostenitori del Bjp - ha pronunciato il proprio verdetto, e questo verdetto ci dice chiaramente che dobbiamo far fare dei passi avanti all'India".Passi che si capiranno nelle prossime settimane e che, nelle intenzioni, dovrebbero consentire al colosso indiano di riprendere quel ruolo di potenza emergente che negli ultimi tempi si era andato indebolendo, dopo aver suscitato tante speranze negli Anni zero del XXI secolo.