Roma, (askanews) - "Era la ragazza più vitale, più sorridente e più positiva che conosca. Era generosa, sempre molto impegnata, entusiasta della vita e creava legami belli e forti con le persone". Così padre Francesco, gesuita a guida della comunità Vita Cristiana, di cui faceva parte Francesca Bonello, ha descritto la giovane studentessa genovese di 23 anni morta nello schianto del bus in Catalogna."Era religiosa - ha spiegato padre Francesco - come può esserlo una ragazza di 23 anni che cercava il senso della vita, che non si accontentava di una religiosità data per scontata ma indagava sulla parte vitale della fede."Francesca - ha ricordato - aveva una grande passione per la cucina. Pochi giorni dopo essere arrivata a Barcellona aveva organizzato una grande cena per 50, 60 persone, cucinando per tutti le lasagne alla genovese. Anche in questo modo aveva conquistato tutti"."Studiava medicina - ha aggiunto padre Francesco - perché per lei era uno dei tanti modi possibili per dare un senso alla vita. L'estate scorsa andò in Ciad con un missione di gesuiti insieme al fidanzato Federico, che era già medico. Là fecero del bene, mettendo molto in pratica - ha concluso il gesuita - quello che avevano imparato studiando medicina".