Napoli (askanews) - Flash Mob a Napoli del Movimento 5 stelle per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca dopo l'inchiesta giornalistica "Bloody Mooney" del sito web Fanpage su un presunto coinvolgimento del secondogenito del governatore, Roberto De Luca in un giro di tangenti per lo smaltimento illecito dei rifiuti; vicenda in seguito alla quale De Luca Jr ora è indagato per corruzione dalla Procura di Napoli e si è dimesso da assessore al Bilancio del Comune di Salerno.

Nell'inchiesta di Fanpage era coinvolto l ex boss della Camorra Nunzio Perrella, usato come "infiltrato" per arrivare a svelare le presunte connivenze tra camorra e politica nel redditizio business dello smaltimento dei rifiuti in Campania.

I militanti pentastellati agitavano i propri smartphone che rimandavano il video dell'inchiesta. In piazza c'era anche il presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico.

"Dopo l'emergenza dei rifiuti che abbiamo avuto in Campania - ha detto - il grande sistema mafioso che comprendeva imprenditori corrotti, politici locali e nazionali e camorristi, noi dobbiamo avere la massima attenzione e mi sembra che questa Regione e De Luca o ci siano dentro fino al collo o attenzione proprio non ne hanno".

Il 18 febbraio 2018, a Salerno, durante un incontro pubblico del Pd per la candidatura del fratello Piero, Roberto De Luca si è dimesso da assessore comunale e un'altra giornalista di Fanpage è stata spintonata mentre provava a chiedergli una replica.

Dal canto suo il governatore Vincenzo De Luca, di fronte ai cronisti che gli chiedevano di commentare la vicenda ha minimizzato, bollandola come un'"effervescenza".

"Cari ragazzi, pensate alle giovani generazioni e agli asili nido - ha detto - e non vi preoccupate delle effervescenze".

"Effervescenze" che, tuttavia, non convincono i magistrati. La Procura ha aperto un'inchiesta che, tra gli indagati, vede anche il direttore e il giornalista di Fanpage per istigazione alla corruzione.