Roma (TMNews) - Giro di vite su internet in Turchia. Il parlamento di Ankara ha adottato una serie di emendamenti che rafforza il controllo dello Stato sul web, permettendo alle autorità di bloccare l'accesso ai siti e, sostanzialmente, di monitorare l'attività dei 34 milioni di cittadini turchi che fanno uso della rete. Inutili le proteste dell'opposizione, che assieme a numerose Ong ha puntato il dito contro una legge "liberticida".Nello specifico, un'autority governativa potrà ordinare al provider l'oscuramento immediato di una pagina web senza il nulla osta della magistratura. La nuova "Unione dei provider", controllata dal ministero delle Telecomunicazioni, terrà poi una banca dati delle pagine visitate da tutti gli utenti turchi negli ultimi due anni.Per il Partito Akp del premier Erdohan, la legge serve a tutelare i minori, a bloccare pagine che incitano all'odio razziale, religioso, etnico o che "violano la privacy dei cittadini". Ma i critici - dal popolo del web fino alla Tusiad, la Confindustria turca - accusano il governo di voler semplicemente limitare la libertà d'espressione.