Tunisi (askanews) - Il mondo celebra la giornata mondiale contro l'omofobia, ma in oltre 80 Paesi l'omosessualità è ancora un reato. Fra questi c'è la Tunisia dove, nonostante dopo la rivoluzione del 2011 si sia aperto un dibattito pubblico sul tema, il rifiuto sociale e la paura di essere arrestati costringe a vivere nel segreto la propria omosessualità.

"In Tunisia gli omosessuali sono obbligati ad avere due facce, a vivere una vita doppia - dice Mehdi, adolescente gay - Quando sei con persone come te puoi comportarti normalmente. Ma quando sei con gli altri, devi essere come loro, non puoi far vedere che sei diverso o potrebbero diventare violenti. E c'è un'altra importante minaccia: la legge". Una legge contro cui associazioni come Shams stanno lottando, spiega Ahmed ben Amor vice presidente dell'associazione.

"La priorità assoluta per noi è l'abrogazione dell'articolo 2030, che risale al 1913, è arretrato e oppressivo e stabilisce che gli omosessuali possono essere incarcerati per tre anni, solo per quello che sono. Questo è contrario alla costituzione e alle convenzioni internazionali ratificate dalla Tunisia".

Diversi omosessuali sono stati arrestati nell'ultimo anno a causa di questa legge e in molti casi sono stati sottoposti a procedure mediche umilianti, per i gruppi a difesa dei diritti umani, vere e proprie torture.