Damasco (TMNews) - I combattimenti nella zona di Yarmuk, una zona di guerra a poca distanza dal centro di Damasco, sono sempre stati feroci. Come testimonia questo reportage esclusivo di Cnn, embedded in prima linea con le milizie schierate al fianco di Bashar al Assad. La posizione è tenuta da un cecchino palestinese in un'area battuta reciprocamente dal fuoco dei franchi tiratori e in cui la morte può arrivare improvvisa, annunciata da un miagolio malvagio e letale.Yarmuk, organizzata come un campo profughi palestinese dal regime di Assad alcuni decenni fa, porta le cicatrici di una guerra senza sconti e senza pietà. Oggi, qui come in altri quadranti del conflitto, le forze fedeli al regime di Damasco stanno riconquistando giorno dopo giorno il terreno perduto.Il comandante palestinese Abu Ihad descrive i nemici che ha di fronte: islamisti di al Qaeda e Jabat al Nusra. In maggioranza stranieri giunti dagli Emirati, dall'Afghanistan e dal Pakistan. Ma non mancano siriani e palestinesi.Molta parte dei combattimenti si è svolta tra le case, un combattimento urbano che si trasforma in un incubo feroce per entrambe le parti. I miliziani palestinesi hanno riconquistato le posizioni tenute dai ribelli che, prima di abbandonarle, hanno trappolato con congegni esplosivi improvvisati gli angoli delle case, booby trap innescate da bombe a mano nascoste ingegnosamente e praticamente invisibili. Un conflitto che sembra sempre più a somma zero: la vittoria di una parte sarà unilaterale e senza pietà"Continueremo a combattere sino a quando non avremo sconfitto tutti i nemici, da Al Qaeda ai ribelli siriani. Siamo sicuri che Dio è con noi".Tra una pausa e l'altra i miliziani inneggiano ad Assad.Ma non nascondono i timori per quello che sembra l'ormai imminente invio di armi ai ribelli da parte dell'amministrazione Obama.La guerra civile in Siria non è destinata a finire domani.