Roma, (askanews) - Uno sciopero della fame contro le discriminazioni, l'Ente nazionale Sordi protesta perché il linguaggio dei segni, essenziale per comunicare, non è usato dai mezzi di comunicazione nè negli uffici pubblici. La manifestazione davanti a Montecitorio ha chiesto il rispetto di uno strumento che l'Italia ha adottato oltre cinque anni fa, la Convenzione Onu per i diritti dei disabili. Una proposta di legge per tutelare ausili e metodi di comunicazione giace da un anno in Parlamente. Lo Stato, lui, è il vero sordo spiega il presidente dell'Ente, Giuseppe Petrucci, annunciando lo sciopero della fame fino al 20 novembre: "Ancora oggi non riceviamo risposte. Esempio: se vado a fare una denuncia presso le autorità giudiziarie non riesco ad avere un interprete che mi traduce. Come quando il presidente della repubblica o il presidente del Consiglio fanno un intervento in televisione per noi italiani; io sono italiano e non riesco a recepire l'informazione che vuole darci il nostro rappresentante dello stato".Nelle scuole, nella vita di tutti i giorni, di fronte ai telegiornali, l'Ente nazionale Sordi chiede la tutela dei diritti basilari. Il 20 novembre l'Ente prepara una manifestazione nazionale a Roma per portare i riflettori sulla legge: "Io parlo adesso: sto segnando e voi sentite. E' chiaro, c'è un interprete che traduce quello che dico".