Milano (askanews) - I russi, il cui nazionalismo resta solido e vitale anche dopo il crollo dell'impero sovietico, rievocano con una grande manifestazione in costume i giorni della battaglia di Borodino. Non sono certo le epiche scene di massa di Sergej Bondarcuk per il suo kolossal "Waterloo" del 1970 con un corrucciato Rod Steiger alle prese con gli ultimi cento giorni di gloria di Napoleone, dal suo rientro in Francia dall'esilio all'Elba sino alla decisiva battaglia finale dove sarebbe tramontato per sempre il sole di Austerlitz. Ma l'effetto è comunque raggiunto."Amiamo quell'epoca, racconta una comparsa, anche i costumi sono bellissimi. In quei giorni gli eserciti russi hanno ottenuto molte grandi vittorie, festeggiate con canti e balli".La battaglia di Borodino, o della Moscova à la mode napoleonica, venne combattuta il 7 settembre 1812 e fu la più feroce della campagna di Russia. Coinvolse oltre 250.000 soldati e causò la perdita, tra morti e feriti, di oltre 80.000 uomini. A chi la vittoria? Sul merito la giurisprudenza è divisa.I francesi, grazie al fuoco micidiale e concentrato della loro artiglieria, riuscirono a distruggere e conquistare le fortificazioni russe ma i reparti dell'armata zarista ripiegarono con ordine su posizioni trincerate più arretrate. Napoleone entrò nell'antica capitale russa ma non riuscì a raggiungere il successo decisivo che cercava, votandosi alla sconfitta e a una ritirata catastrofica nella steppa gelata che interruppe il filo delle sue vittorie inarrestabili."Nessuna rievocazione può mostrare cos'è davvero la guerra, spiega un attore che interpreta la parte di un ufficiale zarista, nessuna rievocazione può mostrare che la guerra è, è stata e sempre sarà una cosa terribile".La battaglia di Borodino è stata celebrata dalla letteratura e dalla storiografia russa, soprattutto grazie a "Guerra e Pace" di Lev Tolstoj, come un simbolo della vittoriosa guerra patriottica contro l'invasore e dell'incrollabile capacità di resistenza dell'esercito e della nazione russa, tema che sarebbe stato ripreso anche da Stalin del corso della Seconda guerra mondiale.(Immagini Afp)