Teja Rohela, India (askanews) - Allarme acque avvelenate al confine tra India e Pakistan. Centinaia di abitanti nei villaggi del Punjab lungo il confine tra India e Pakistan segnalano cecità, malattie legate al consumo di acqua e deformità pre-natali, piaghe bibliche che attribuiscono alle falde acquifere contaminate da residui industriali non trattati.Bhajan Singh non ha mai potuto camminare. Dall'età di sei mesi è rimasto paralizzato dal bacino in giù. Condizioni non insolite in questa comunità del Punjab. Sotto accusa le riserve idriche del villaggio, come spiega Bhajan."Chiunque beve quest'acqua si ammala. Se qualcuno ha la poliomielite o nasce con qualche handicap è a causa dell'acqua. Se tornasse pura, finirebbero i problemi".Pompe e pozzi alimentano il consumo idrico della zona: l'acqua viene usata per dissetarsi, cucinare, lavare, nutrire gli animali e le piante. Ma un gruppo di ricercatori tedeschi ha segnalato che le falde sono contaminate da livelli tossici di piombo, arsenico e uranio. Responsabili del disastro ambientale sarebbero fabbriche e concerie che scaricano nel fiume locale. Una situazione resa peggiore dalle realtà geopolitiche della zona."È un'area di confine, ricorda Bhagwant Mann, deputato del distretto di Sangrur al Parlamento. Il fiume scorre prima in Pakistan e poi entra in India. L'acqua inquinata del Pakistan si mischia con quella del fiume e contamina il nostro territorio. In 30 o 40 villaggi troverete bambini disabili e gente in sedia a rotelle".Il governo ha affisso cartelli che invitano a non usare l'acqua per usi potabili ma non fornisce alternative al prelievo e neppure strutture sanitarie adeguate per i malati.Gli insegnanti di questa scuola affermano che metà degli alunni soffrono per gli effetti dell'acqua contaminata. Questo scolaro di 10 anni sta diventando cieco ma quasi tutti hanno problemi dermatologici e difficoltà di apprendimento. Senza un impegno deciso e coerente da parte dello Stato, denunciano i maestri, la situazione diventerà sempre più grave.(Immagini Afp)