Roma, (askanews) - "Ha sbagliato due campagne, a relazionarsi con i giovani, se ne deve andare, non ci ha capito niente. Il problema di fare figli della nostra generazione non sono i nostri uteri ma sono lavoro e diritti".

Mentre la ministra della Salute Beatrice Lorenzin apriva il Fertility Day a Roma, dopo la valanga di polemiche sulla campagna che lo ha preceduto, in contemporanea in 12 piazze italiane, da Torino a Bari, è andato in scena il #FertilityFake, la risposta organizzata da una rete di associazioni contro l'iniziativa del governo.

Armati di clessidra a indicare il tempo che passa e di cartelli con l'hastag #Siamoinattesa, a Roma, i manifestanti, soprattutto giovani, hanno chiesto di incontrare la ministra, lamentando che il governo chieda di fare figli e farli presto, senza dare risposte ai problemi concreti come lavoro, reddito, salute, casa, asili nido e molto altro. Una delle manifestanti: "Non ci sono le condizioni minime essenziali per fare un figlio, quindi anche volendo, anche se il ministro non deve decidere cosa facciamo della nostra vita sessuale, non è possibile: risponda sulle condizioni materiali come welfare, diritti, lavoro, che cosa si fa?".

"Questo fertility day è un fake, parla di fertilità ma non di diritti e della possibilità di fare figli, mancano asili nido, possibilità di avere una sicurezza economica e contrattuale quindi di cosa stiamo parliando? Tra l'altro la campagna di comunicazione è brutta e antica. L'ultima aveva anche foto delle brave compagnie con persone bionde e altre e le cattive compagnie, non fertili, gente nera che si droga, sembra di stare nell'800".

Una campagna per cui la ministra ha sospeso il direttore della comunicazione del ministero.

Polemiche anche sui contenuti: le donne italiane, anche quelle giovani, sono meno fertili ma sulle cause il dibattito scientifico è aperto. Intanto però, mentre fuori ne chiedevano le dimissioni, Lorenzin ha tagliato corto: in Italia ha detto "ci sono 700mila persone che vogliono avere figli senza riuscirvi, ci sono milioni di giovani e giovanissimi che non conoscono la questione della fertilità e i rischi ad essa connessi. Questo fa il ministero della salute: fa programmazione e si impegna per la prevenzione".