Torino (askanews) - Era un grande scrittore, ma anche chimico e, pochi sanno, scultore. Primo Levi è stato uno degli intellettuali più poliedrici del Novecento. E Torino, la sua città, a settant'anni dalla liberazione di Auschwitz, gli rende omaggio in una mostra a Palazzo Madama, dal titolo "I mondi di Primo Levi - Una strenua chiarezza". "La mostra vuole testimoniare proprio questa sua poliedricità" ha spiegato uno dei curatori, Fabio Levi, del Centro Internazionale di Studi Primo Levi. Lo scrittore è tuttora "una bussola" di cui "abbiamo tanto bisogno in un momento come questo in cui assistiamo a tanti fatti drammatici"."Il contributo di Primo Levi va oltre il racconto della propria esperienza nei campi diconcentramento - ci ha tenuto a sottolineare Fabio Levi - Quando tornò si pose subito il problema di raccontare non solo quello che gli era successo, ma la verità". A inaugurare la mostra c'era anche il sindaco di Torino Piero Fassino, che ha sottolineato l'importanza di ricordare la Shoah, soprattutto dopo i tragici fatti di Parigi."Abbiamo avuto la consapevolezza di come il rischio che la nostra società sia lacerata da violenze e da soprusi non è mai vinto una volta per sempre" ha detto il sindaco, ricordando la figura dell'autore di "Se questo è un Uomo". La mostra si concluderà il 6 aprile, per poi viaggiare in Italia e all'estero.