Roma, (askanews) - La poetessa slam Caylah di recente ha bucato il web con una canzone di protesta intitolata "Madagascar": l'artista usa il potere delle parole per aiutare gli altri, in particolare le giovani donne, in un paese, come il Madagascar dove una donna su tre diventa mamma a 18 anni.

"Ho un testo che parla di una donna vittima di violenza domestica. Il messaggio che vorrei far passare è che 'non è perché sono una donna, in malgascio si dice malemy fanaka, chesono un oggetto debole che puoi calpestare o picchiare"

Rivolta, rabbia e disperazione, non c'è niente che l'artista di slam poetry Caylah, 22 anni, non denunci. Che sia il governo, la globalizzazione o le violenze contro le donne, Caylah non si tira indietro.

Caylah, che nel suo primo video musicale critica anche il governo malgascio, non è solo una performer: una volta a settimana visita un'organizzazione per incontrare le giovani mamme e incoraggiarle a usare la slam poetry per parlare di se stesse e lasciarsi andare:

"J'aurais aimé avoir une autre vie, ne pas vivre dans le mépris, j'aurais aimé vivre dans une belle maison et ne plus etre une sinistrée dès qu'il y a un cyclone". ("Avrei amato avere un'altra vita, non vivere nel disprezzo, avrei voluto vivere in una bella casa e non essere più una sfollata ogni volta che c'è un ciclone")

Secondo Caylah, essere una prostituta, per esempio, non è un problema:

"Ironizzando sulla prostituzione, per esempio, si può dire che non ci sono brutti lavori: sono una prostituta lo ammetto. Senti la gioia e hai la forza di dire 'nonostante tutto resto una donna forte'".

Dolore, forza, gioia e fratellanza: la slam poetry ha unito queste donne, aiutandole a esprimersi e ad accettarsi così come sono.