Tripoli (askanews) - Lo chiamano il "cimitero degli ignoti". Qui, a Bir el-Osta Milad, in Libia, sono state sepolte migliaia di persone senza nome, tutti migranti che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Europa ma non ce l'hanno fatta.I loro corpi sono stati recuperati dalla guardia costiera libica e sepolti qui: sulla lapide nessuno nome, solo una data che indica il giorno in cui sono stati trovati in mare.Imad Ben salem, tunisino è qui alla ricerca di suo fratello Qabil."Se ne è andato a settembre, non era solo erano 127 persone e solo una è sopravvissuta". Imad ha lasciato il suo lavoro per partire alla ricerca dei resti del fratello, ha trovato la tomba, ma sta combattendo con la burocrazia per riuscire a portare la salma a casa. Ad aiutarlo gli uomini e le donne della Croce Rossa, di cui fa parte Abdelhamid el Zwei.01.01"Non dimenticheremo mai il periodo passato qui, soprattutto le storie che abbiamo sentito, i corpi di bambini, donne giovani. Abbiamo sempre paura di trovare qualcuno che conosciamo, un ex colelga morto sulla spiaggia"Un dramma che l'Italia purtroppo conosce bene, con le migliaia di persone morte al largo di Lampedusa ed è raccontato, nel modo più terribile, da queste 130 tombe appena preparate per far fronte alla prossima tragedia.(Immagini Afp)